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ECONOMIA E MERCATI

Il tonfo dei tecnologici spinge Anthropic verso una valutazione di 1.200-1.300 miliardi per l'IPO

Prima del roadshow, previsto per la prossima settimana, gli investitori ridiscutono il prezzo dell'operazione: la forbice scende verso 1.200-1.300 miliardi di dollari, con un'ipotesi fino a 1.100.

6 Nov, 04:17 · 13 sources · 3 min

Il tonfo dei tecnologici spinge Anthropic verso una valutazione di 1.200-1.300 miliardi per l'IPO

Il ridimensionamento delle attese sull'IPO di Anthropic è il primo effetto misurabile del tonfo dei titoli tecnologici: potenziali investitori discutono ora una valutazione di 1.200-1.300 miliardi di dollari, con un'ipotesi fino a 1.100 miliardi secondo una delle fonti citate, contro i 1.400-1.500 miliardi indicati ai banchieri prima della seduta di giovedì. Per il comparto dell'intelligenza artificiale la posta non è soltanto il prezzo: si tratterebbe della prima quotazione di un'azienda che sviluppa modelli di frontiera, e diverse testate la leggono come un test della fiducia degli investitori nell'intera economia dell'AI, dai chip ai data center.

Il contesto è quello di un fine settimana di attesa. Secondo fonti di mercato citate dalle testate economiche, giovedì il Nasdaq 100 ha perso il 6,4%, bruciando 2,3 trilioni di dollari di capitalizzazione in un solo giorno; altre ricostruzioni non identificano l'indice con la stessa precisione — una testata spagnola lega i 2,3 trilioni a un calo del 5,5%, mentre un quotidiano israeliano attribuisce al Nasdaq Composite una perdita di circa 2,5 trilioni — e una testata americana parla genericamente di un Nasdaq in flessione di oltre il 5%, la peggior seduta in 19 mesi. L'innesco è politico: la vittoria democratica alle elezioni di metà mandato ha alimentato l'attesa di un maggiore scrutinio sull'espansione dei data center, mentre in diversi Stati sono passate iniziative che ne limitano la costruzione. L'indice di volatilità Cboe ha toccato il livello più alto dall'aprile 2025.

La traiettoria delle stime era già scesa: dai 2 trilioni ipotizzati a inizio ottobre ai 1,4-1,5 trilioni dopo la presentazione dei dati finanziari, fino alla forchetta dei giorni scorsi. Secondo il Wall Street Journal, tre grandi investitori pronti a partecipare ritengono che la valutazione dovrà scendere, uno dei quali la colloca vicino a 1.000 miliardi; si discute anche di ridurre la raccolta da 100 a 80 miliardi e non è escluso un rinvio. Le indicazioni degli analisti non sono uniformi: Stephan Kemper di BNP Paribas Wealth Management Germany si aspetta un prezzo al limite inferiore della forchetta 1.500-2.000 miliardi, o il 10-15% sotto; Michael Alfaro di Gallo Partners, in dichiarazioni precedenti al tonfo di giovedì, indicava 1.300-1.400 miliardi per costruire un libro di ordini di qualità; David Rainville di Sycomore ritiene che a 1.200 miliardi gli investitori non mancherebbero; Max Kettner di HSBC vede nei 1.000 miliardi un livello più comodo, perché conta soprattutto il mercato secondario. Gil Luria di D.A. Davidson si limita a prevedere un prezzo almeno al limite inferiore delle attese precedenti. Anthropic non ha commentato.

Il calendario resta il punto da verificare: il roadshow era atteso per la settimana del 9 novembre e la quotazione, con ticker ANT sul Nasdaq, per la settimana del 16 novembre, con un'offerta fino a 100 miliardi di dollari che sarebbe la più grande di sempre. Gli investitori attendono anche il dato sui ricavi di ottobre, lasciato in bianco nell'S-1 aggiornato. Un eventuale rinvio è tecnicamente possibile — le regole statunitensi consentono di attendere settimane o mesi — ma è letto come un segnale di fragilità per l'intero comparto.

Sources

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