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GIUSTIZIA E DIRITTO

Intelligenza artificiale per imitare i vertici aziendali: tre arrestati, frode da oltre 129 milioni

Un'incriminazione a New York accusa tre cittadini stranieri di aver clonato voci e volti di dirigenti e legali per indurre dipendenti a disporre bonifici di grande valore, poi convertiti in criptovalute.

6 Nov, 22:15 · 5 sources · 3 min

Intelligenza artificiale per imitare i vertici aziendali: tre arrestati, frode da oltre 129 milioni

La procura federale per il distretto sud di New York ha reso pubblico giovedì un atto d'accusa contro tre cittadini stranieri — Jacob Soall, Sharon Hazan e Guy Sheetrit — ai quali si contesta di aver usato l'intelligenza artificiale per falsificare voce e immagine di amministratori delegati e avvocati, inducendo dipendenti aziendali a versare oltre 129 milioni di dollari. Il fascicolo si colloca nel filone in cui i sistemi di sintesi vocale e di immagini non sono l'oggetto dell'indagine ma il mezzo del reato: secondo la procura, la tecnologia ha reso credibile, in telefonate e videoconferenze, l'identità di chi impartiva gli ordini di bonifico. Il procuratore federale Jamie McDonald ha osservato che l'intelligenza artificiale «offre un potenziale enorme», avvertendo però che il pubblico deve sapere come alcuni cerchino di sfruttarla per fini criminali.

La sequenza descritta dall'accusa è ripetitiva e, secondo l'atto d'accusa, si è svolta tra luglio 2024 e febbraio 2026. Un messaggio inviato a dipendenti, spesso degli uffici amministrativi, a nome del vertice dell'azienda chiedeva aiuto per una transazione finanziaria riservata; seguiva una telefonata o una videochiamata in cui l'AI riproduceva la voce e talvolta il volto del dirigente; quindi l'invito a contattare i legali di un grande studio internazionale, impersonati da un altro membro del gruppo. Secondo la procura, Soall curava soprattutto quest'ultimo passaggio, imitando avvocati britannici con un copione manoscritto intitolato «Lawyer Call»; il finto legale indicava il conto estero sul quale disporre il trasferimento.

I bonifici, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, prendevano la via di conti in Spagna, Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Singapore, Austria, Slovacchia e Cina, con passaggi segnalati anche negli Stati Uniti e in Grecia, per essere poi convertiti in criptovalute «nel tentativo di occultare l'origine, la proprietà e il controllo» delle somme sottratte. Tra le vittime indicate figurano una società britannica di tecnologia finanziaria (11.578.474 dollari), un'azienda di alimenti per animali domestici in Florida (5.242.747), un sistema ospedaliero del Missouri (4.829.580), uno californiano (2.968.497), oltre a una banca del Rhode Island e a un fondo comune del Massachusetts.

Sull'impianto dell'accusa è intervenuto il dirigente dell'FBI James C. Barnacle Jr., secondo il quale il caso dimostra come le tecnologie avanzate possano essere impiegate per frodi su larga scala; i legali di Soall e Sheetrit non hanno replicato alle richieste di commento e non risultava se Hazan avesse un difensore. I tre, indicati negli atti anche con i soprannomi «Rocky Balboa», «Superman Cash» e «Fat Boy», sono stati fermati tra giugno e settembre in Spagna e nel Regno Unito; a Hazan l'accusa attribuisce il ruolo di riciclatore, una condanna del 2008 a New York per associazione a delinquere finalizzata alla frode bancaria e la millanteria di aver riciclato oltre 400 milioni in tre anni, definendosi «il numero uno al mondo» tra i professionisti del settore. Se condannati, rischiano fino a venti anni per ciascun capo di imputazione tra frode e riciclaggio e due anni per ciascuno dei due capi di furto di identità aggravato; le richieste di estradizione verso gli Stati Uniti restano pendenti.

Sources

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