ECONOMIA E MERCATI
Wall Street: il Nasdaq guadagna l'1,09% dopo il crollo del 5,5% di giovedì
Il recupero del 6 novembre lascia il listino tecnologico in correzione e non compensa le perdite, mentre il voto democratico e le misure locali contro i data center aggiungono rischio regolatorio.

Venerdì 6 novembre il Nasdaq ha chiuso in rialzo dell'1,09%, a 24.579,42 punti, e l'S&P 500 dello 0,31%, a 7.376,87, mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,46% a 51.285,73. Il recupero non compensa la seduta precedente, quando l'indice tecnologico aveva perso il 5,52% e l'S&P 500 il 4,36%, scivolando in territorio di correzione, oltre il 10% sotto i massimi. Il movimento riguarda innanzitutto le società legate all'intelligenza artificiale, perché la vendita ha colpito l'infrastruttura fisica su cui poggia l'espansione dell'IA: i data center, i chip che li alimentano e chi affitta capacità di calcolo. I sette grandi titoli tecnologici hanno perso complessivamente circa mille miliardi di dollari di capitalizzazione, secondo Newsweek.
Il meccanismo è politico. Secondo Newsweek, i data center sono stati oggetto di 41 misure elettorali (ballot measures) in 10 Stati, e in tutti tranne uno gli elettori si sono espressi a favore di qualche forma di restrizione o divieto. Il caso più rilevante è il Texas: la governatrice eletta Gina Hinojosa ha fatto campagna per una moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni ai data center, e Wells Fargo stima che il 27% dei gigawatt pianificati negli Stati Uniti si trovi in quello Stato, uno dei mercati più importanti del settore. Secondo il Financial Times, Hinojosa ha poi precisato che la moratoria riguarderebbe soltanto i nuovi permessi e sarebbe temporanea.
Il presidente Donald Trump ha attribuito il crollo all'esito elettorale — «Il mercato azionario è crollato oggi perché i Dumocrats hanno avuto un grande martedì», ha scritto su Truth Social — senza però attenuare il proprio sostegno all'espansione dell'IA. La scossa si è propagata ai mercati asiatici ed europei: il Nikkei ha perso il 5,96%, il Kospi il 6,02% e lo Stoxx Europe 600 l'1,1%. Ajay Rajadhyaksha, presidente della ricerca globale di Barclays, ha dichiarato al Financial Times che l'esito del voto non giustificava la dimensione della liquidazione, attribuita invece a vendite forzate di fondi hedge; Keith Lerner di Truist Advisory Services ha parlato di una reazione d'impulso.
Sul fronte macro, il dato sull'occupazione uscito venerdì ha mostrato 165.000 posti creati a ottobre e un tasso di disoccupazione al 4,1%. Le probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre sono così salite, al 77,1% secondo dati CME Group e al 78% secondo LSEG. La decisione della Federal Reserve è attesa per il 9 dicembre; sul versante dell'IA, resta invece da osservare il debutto sul Nasdaq di Anthropic, atteso per questo mese dopo la richiesta di offerta pubblica presentata il mese scorso da una società che non ha ancora registrato utili.
Sources
SHARE THISPost on X ↗Share on LinkedIn ↗
Back to latest news ↗