ECONOMIA E MERCATI
S&P conferma il rating AA- di Meta, ma volta al negativo la prospettiva sul debito per l'AI
L'agenzia mantiene la valutazione nel grado di investimento e segnala il rischio che il flusso di cassa libero resti negativo oltre il 2028 se la spesa non rallenterà.

S&P Global Ratings ha modificato da «stabile» a «negativa» la prospettiva sul rating AA- di Meta, confermando la valutazione dentro il grado di investimento. La decisione, annunciata venerdì, tocca il nodo che attraversa l'economia dell'intelligenza artificiale: la costruzione di data center e capacità di calcolo assorbe capitali molto prima che i ricavi legati a modelli e prodotti AI li ripaghino. Per Meta la questione è se la pubblicità, che resta il motore del gruppo, basti a finanziare una spesa infrastrutturale senza precedenti.
Nel terzo trimestre i ricavi sono cresciuti del 26% su base annua a 64,6 miliardi di dollari, mentre l'utile operativo è calato del 37% a 13 miliardi, anche per un accantonamento da 9,9 miliardi legato al contenzioso sulla salute mentale degli adolescenti. Il flusso di cassa da attività operativa è stato di 32,8 miliardi contro investimenti per circa 34,9 miliardi: il flusso di cassa libero è così risultato negativo per 2,12 miliardi, contro un saldo positivo di 10,6 miliardi un anno prima. La guidance sulla spesa in conto capitale per l'anno indica 135-145 miliardi di dollari, gli impegni di spesa a lungo termine superano gli 800 miliardi e il debito a lungo termine a fine settembre era di 80,9 miliardi.
Secondo l'agenzia, la capacità di Meta di monetizzare gli investimenti in AI è più limitata di quella dei concorrenti, che vendono infrastruttura di calcolo ai clienti cloud mentre il gruppo la impiega soprattutto per la raccomandazione pubblicitaria e la personalizzazione dei contenuti. S&P prevede che la crescita degli investimenti inizi a rallentare dal 2028, ma si dichiara meno certa che la società ridurrà la spesa come atteso: senza una correzione, il flusso di cassa libero resterebbe negativo anche dopo quell'anno e il disavanzo andrebbe coperto con nuovo debito. Il rapporto tra indebitamento e utili, pari a circa 0,1 volte lo scorso anno, potrebbe superare 1,0 volte già nel 2027. Un portavoce ha replicato: «Rispettosamente, non siamo d'accordo con l'affermazione di S&P sulle capacità di monetizzazione dell'AI di Meta».
Sul mercato il titolo ha perso il 7% dopo i conti, il 15% in ottobre — il mese peggiore in quattro anni — e il 20,9% dal massimo storico di 777,59 dollari del 24 settembre. Meta intende raccogliere 95 miliardi di dollari, 97,5 secondo la ricostruzione del Liberty Times, tra offerta pubblica di azioni e programma at-the-market: è il passaggio da seguire. S&P era già intervenuta su Oracle, portata a BBB-, e su Broadcom, con prospettiva da positiva a stabile. In altri settori la lettura è diversa: Santander indica 194 milioni di euro di valore commerciale generato nei primi nove mesi, Novartis un utile operativo core di 6,04 miliardi di dollari in crescita del 10% a cambi costanti, Standard Chartered un +14%.