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ECONOMIA E MERCATI

Midterms, i limiti locali ai data center cambiano il quadro dell'AI

Il voto americano ha approvato limiti ai data center in oltre quaranta distretti e consegnato ai democratici le cariche di governatore in Texas e Ohio, ridisegnando i vincoli dell'AI.

5 Nov, 17:25 · 2 sources · 2 min

Midterms, i limiti locali ai data center cambiano il quadro dell'AI

Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti hanno toccato direttamente la base materiale dell'intelligenza artificiale: in più di quaranta distretti chiamati al voto su restrizioni all'espansione dei data center, secondo l'elenco del fornitore di dati Redbud Consulting, i cittadini si sono espressi a favore dei limiti, e in un solo distretto contro. Il nesso con il settore dell'AI è concreto: la capacità di calcolo su cui poggiano modelli e prodotti dipende da impianti che ora incontrano ostacoli locali. Il giorno dopo il voto le azioni dei produttori di chip hanno ceduto, mentre la maggior parte dei titoli guadagnava.

Il meccanismo è duplice. Nei distretti si tratta di divieti completi, di limiti ai consumi elettrici o di prescrizioni edilizie che condizionano la scelta dei siti; sul piano politico i democratici hanno conquistato le cariche di governatore in Texas e Ohio. In Texas, dove secondo le stime dovrebbe sorgere circa un quarto della nuova capacità di data center prevista negli Usa al 2030, la vincitrice democratica Gina Hinojosa ha già annunciato che bloccherà le nuove autorizzazioni finché non arriveranno leggi di tutela e diritti di partecipazione per i residenti.

Sul mercato azionario la lettura è selettiva. Hanno perso terreno i titoli delle cosiddette neocloud come CoreWeave e Nebius, in calo di circa il nove e del sei per cento: entrambe costruiscono data center ricorrendo al debito. Sono invece salite Amazon e Microsoft, con rialzi superiori al sei per cento, e Alphabet, oltre il tre: un freno generalizzato all'espansione viene letto come margine che resta in azienda. Non si tratta, stando alle fonti, di una revisione dei piani industriali, ma dell'inquietudine degli investitori per la corsa agli investimenti: Amazon, Microsoft e Alphabet prevedono di spendere insieme oltre 740 miliardi di dollari quest'anno in capacità per data center. Dal 21 ottobre, giorno dei conti trimestrali aperti da Meta, un indice Bloomberg dei sette colossi tecnologici ha perso il 5,9 per cento fino a martedì, restando solo al 4,1 per cento da inizio anno e sotto l'S&P 500 e il Nasdaq 100; vendute anche Nvidia e AMD. Gli indici generali hanno invece chiuso in rialzo: S&P 500 più 1,6 per cento, Dow Jones più 3,0 per cento, il maggiore aumento post-elettorale in oltre quarant'anni, DAX più 2,22 per cento, Nasdaq 100 più 0,91 per cento.

Altri titoli hanno pagato il contesto politico. SpaceX ha chiuso in calo del 3,8 per cento: Musk, grande finanziatore dei repubblicani, ha speso 224 milioni di dollari in Texas e almeno 474 milioni complessivi nella tornata, e gli investitori temono regole più severe per le infrastrutture di AI e satellitari oltre a ostacoli politici a una possibile fusione tra SpaceX e Tesla, entrambe con sede in Texas; l'intesa annunciata con Qualcomm per la rete terrestre di Starlink Mobile ha contenuto le perdite. Hanno ceduto anche Lockheed Martin, oltre sette punti, e il comparto energetico dell'S&P 500, meno 4,8 per cento. Restano da seguire l'attuazione delle restrizioni approvate nei distretti e le decisioni sui permessi annunciate in Texas.

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