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TECNOLOGIA

Data center, il freno delle urne: Meta prevede autorizzazioni più difficili negli Stati Uniti

La presidente e vicepresidente di Meta, Dina Powell McCormick, avverte che dopo le vittorie democratiche alle elezioni di midterm il via libera ai nuovi impianti sarà più difficile; l'azienda guarda anche fuori dagli Stati Uniti.

6 Nov, 04:18 · 2 sources · 2 min

Data center, il freno delle urne: Meta prevede autorizzazioni più difficili negli Stati Uniti

Costruire nuovi data center negli Stati Uniti diventerà più complicato dopo le vittorie democratiche alle elezioni di metà mandato. Lo ha detto la presidente e vicepresidente di Meta, Dina Powell McCormick, intervenendo mercoledì al WSJ Tech di Napa, in California. La questione tocca direttamente l'espansione dell'intelligenza artificiale: la capacità di calcolo su cui poggiano i modelli e gli agenti di nuova generazione passa da impianti che consumano elettricità e acqua e che devono ottenere il consenso delle comunità che li ospitano.

Per la dirigente il nodo non è soltanto localistico: il data center è la parte visibile dell'intelligenza artificiale, quella contro cui i residenti possono dire di non volerla nella propria comunità, ma sotto resta il modo in cui le persone guardano alla tecnologia nel suo insieme. L'industria, ha riconosciuto, «non ha fatto un lavoro abbastanza buono» nello spiegare i benefici di questi investimenti.

I numeri aiutano a misurare la posta in gioco. Meta ha impianti in 23 Stati e cinque progetti, uno dei quali in Texas, sono dimensionati su un gigawatt o più; tra i cantieri figurano Hyperion in Louisiana e Prometheus in Ohio, mentre Mark Zuckerberg ha indicato per quest'anno una spesa in conto capitale fino a 145 miliardi di dollari. Il modello che l'azienda dice di perseguire prevede di pagare l'elettricità consumata, di destinare i surplus fiscali generati dagli impianti a insegnanti e operatori di primo soccorso, di mantenere locale la manodopera e di ottenere un sostegno bipartisan. Secondo il resoconto di AI타임스, i prossimi governatori di Ohio e Texas avrebbero chiesto una sospensione condizionata delle nuove costruzioni.

Da qui l'ipotesi di distribuire gli investimenti fuori dal territorio americano: tutte le grandi aziende cloud, ha osservato Powell McCormick, si stanno chiedendo se debbano costruire data center fuori dagli Stati Uniti, e vista l'entità degli esborsi diversificare per area geografica appare ragionevole. Per Meta la scommessa resta la capacità di calcolo: l'agente Muse, oggi a dieci milioni di utenti, dovrebbe crescere fino a servire miliardi di persone, e anche in caso contrario l'azienda si aspetta di monetizzare affittando la potenza installata, con richieste che arrivano ogni giorno. La stessa dirigente si attende una revisione più severa dei progetti; Greg Brockman di OpenAI ha osservato che in Stati come il Texas e la Georgia non basta annunciare che l'infrastruttura è una buona cosa, ma bisogna entrare nelle comunità e stare con i residenti.

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