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TECNOLOGIA

Meta congela l'aggiornamento contrattuale sull'uso dei contenuti esterni per l'IA

Dopo critiche internazionali, cause e un'ingiunzione in Brasile, l'azienda congela le clausole che avrebbero permesso di raccogliere contenuti esterni per addestrare i modelli.

7 Nov, 01:47 · 2 sources · 2 min

Meta congela l'aggiornamento contrattuale sull'uso dei contenuti esterni per l'IA

Meta ha sospeso le modifiche ai propri termini commerciali che avrebbero imposto agli utenti di account business di consentire l'uso estensivo di contenuti esterni collegati a Facebook per l'addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. L'aggiornamento, inizialmente previsto per il 30 ottobre e poi rinviato al 20 novembre, non entrerà quindi in vigore: la società ha parlato di una pausa mentre continua il dialogo con le parti interessate, precisando che i termini attuali restano validi. La posta in gioco riguarda il confine tra raccolta automatizzata di notizie, fotografie e video e addestramento dei modelli di IA, un nodo di copyright e concorrenza che coinvolge editori e piattaforme.

Un portavoce della compagnia ha dichiarato che Meta sta sospendendo le modifiche mentre continua a confrontarsi con le parti interessate e si prende il tempo necessario per farlo nel modo giusto; nel frattempo, i termini esistenti restano in vigore. Le associazioni brasiliane ANJ, Abert e Aner avevano chiesto di sospendere le regole, sostenendo che le nuove condizioni avrebbero permesso a Meta di usare programmi automatizzati per accedere, copiare, archiviare e analizzare reportage, fotografie, video e altri contenuti pubblicati dai mezzi di informazione. La giustizia di San Paolo ha vietato alla proprietaria di Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads di usare robot per raccogliere contenuti dei veicoli di stampa affiliati alle tre associazioni e le ha impedito di utilizzare il materiale per sviluppare o addestrare sistemi di IA, come Meta AI; la multa per inadempimento è di 1 milione di reais al giorno, limitata a 100 milioni. Il giudice Guilherme Madeira Dezem ha qualificato l'obbligo come abuso contrattuale, affermando tra l'altro che «imporre ai veicoli di comunicazione la consegna gratuita e universale del proprio patrimonio autoriale come pedaggio per restare connessi ai canali in cui il pubblico contemporaneo consuma notizie costituisce manifesto abuso del diritto e arricchimento senza causa».

Sul fronte regolatorio, l'Autorità britannica per la concorrenza e i mercati ha aperto un'indagine formale per accertare se Meta stia sfruttando una posizione dominante per acquisire dati preziosi per l'addestramento dell'IA. Theo Bamber, amministratore delegato della News Media Association britannica, ha definito «sbalorditiva» la «continua arroganza» della società nel pensare che tutti saranno semplicemente d'accordo con le sue azioni. Il gruppo Movement for an Open Web, i cui membri includono inserzionisti digitali e imprese giornalistiche, ha dichiarato di aver presentato un reclamo alla Commissione europea e all'autorità britannica e di aver chiesto misure cautelari. Secondo quanto riportato, anche un tribunale norvegese ha emesso un'ingiunzione preliminare contro i termini.

La sospensione lascia aperto il dossier. Meta non ha indicato una nuova data per l'entrata in vigore delle clausole e ha affermato che continuerà a confrontarsi con le parti interessate; i termini esistenti restano nel frattempo applicati. Restano sul tavolo l'indagine britannica, le ingiunzioni giudiziarie e il reclamo presentato alle autorità europee e del Regno Unito.

Sources

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