ECONOMIA E MERCATI
Wall Street, frenata sull'IA: Nasdaq -5,3% a ottobre, Intel giù del 28%
Dopo un avvio in rialzo, i titoli tecnologici hanno chiuso in forte calo: le trimestrali di Alphabet e Amazon e l'outlook debole di Intel riaccendono i dubbi sulla resa degli investimenti in intelligenza artificiale.

Il mercato azionario statunitense ha invertito rotta nell'arco di una settimana: l'indice Nasdaq, dopo aver guadagnato oltre il 2% fino a mercoledì, ha perso l'1,4% giovedì e quasi il 3% venerdì, chiudendo la settimana a -2% e ottobre a -5,3%. Il movimento tocca direttamente il comparto che alimenta la corsa all'intelligenza artificiale — chip, data center e grandi piattaforme — perché a innescarlo sono stati i conti delle società che spendono di più per costruire l'infrastruttura di calcolo e i dubbi, già emersi nelle settimane precedenti, sulla velocità con cui quei capitali torneranno.
L'avvio di settimana era stato di segno opposto. La presentazione della domanda di quotazione di Anthropic ha ridato slancio ai titoli legati all'IA e l'utile record trimestrale di SK Hynix, annunciato mercoledì, ha rafforzato le attese sulla domanda di memoria; l'ETF iShares dedicato ai semiconduttori ha guadagnato circa il 9% nelle prime tre sedute. A rompere il quadro è stato l'outlook debole di Intel, diffuso giovedì sera: il titolo ha perso oltre il 28% venerdì, risultando il peggiore del paniere seguito dalla CNBC Investing Club (un calo del 29% secondo la NZZ). Nella lettura del gestore di portafoglio Jeff Marks, «la storia del data center in Intel è ancora in gran parte intatta», mentre a pesare è stato il crollo della domanda di processori per personal computer dovuto al costo elevato della memoria, insieme ad alcuni inciampi esecutivi.
Sul fronte delle grandi piattaforme il mercato ha premiato la disciplina finanziaria. Microsoft ha riportato una crescita del fatturato Azure del 48% con spese in conto capitale inferiori alle attese, e il titolo ha chiuso la settimana a -0,5%. Alphabet ha invece mancato le previsioni su utili e ricavi e ha riportato un free cash flow negativo: le azioni hanno perso circa il 12% giovedì e il 12,6% nella settimana; secondo la NZZ am Sonntag Google ha bruciato in una sola seduta 500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Amazon ha deluso su utili e ricavi, con vendite al dettaglio e pubblicità deboli a fronte di un'accelerazione di AWS, e ha chiuso venerdì a -1,4% dopo essere stata giù di oltre il 6% nei minimi di seduta; gli investitori hanno guardato al free cash flow negativo e ai piani di spesa per l'anno successivo.
Sullo sfondo resta la politica monetaria: la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati mercoledì, ma il presidente Kevin Warsh ha tenuto un tono duro sull'inflazione, alimentando le attese di un rialzo a dicembre. La rotazione verso i titoli difensivi ha sostenuto il Dow, che ha perso meno dell'1% nella settimana e guadagnato l'1,7% nel mese, mentre l'S&P 500 ha chiuso ottobre a circa -1%.
Il commento della NZZ am Sonntag offre la lettura contraria: l'autore, che firma una rubrica d'opinione, non ritiene che la bolla dell'IA stia scoppiando e attribuisce l'incertezza soprattutto alle imminenti elezioni di midterm statunitensi, ipotizzando un recupero già nelle prossime settimane. Le sue stime di costo — chip pari a circa il 60% dell'investimento in un data center moderno, obsolescenza in pochi anni, costi energetici rilevanti e interessi figurativi intorno al 10% annuo — sono presentate come argomenti personali, al pari della convinzione che i rialzi Fed siano già scontati: l'autore stesso le definisce «solo un'intuizione». Il prossimo banco di prova indicato da entrambe le fonti è la quotazione di Anthropic, oltre all'eventuale rialzo dei tassi in dicembre.