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OpenAI ridimensiona a 20 miliardi la raccolta mentre i titoli AI arretrano

La società punta ora a una valutazione di 1.250 miliardi di dollari e la tornata resta aperta, con impegni degli investitori inferiori alle attese nel pieno della correzione dei titoli tecnologici.

1 Nov, 09:44 · 3 sources · 2 min

OpenAI ridimensiona a 20 miliardi la raccolta mentre i titoli AI arretrano

OpenAI ha ridotto a 20 miliardi di dollari l'obiettivo della nuova raccolta, contro i 30 miliardi indicati in precedenza, e punta ora a una valutazione post-money di 1.250 miliardi: il ridimensionamento tocca il cuore finanziario del settore dell'intelligenza artificiale, quello in cui si finanziano i data center e le GPU necessari all'addestramento dei modelli. L'azienda prevede di spendere per le risorse di calcolo molto più dei 122 miliardi raccolti con l'operazione annunciata a marzo, riferisce AI Times, e la tornata servirebbe anche a coprire il fabbisogno fino alla quotazione attesa nel 2027.

Le cifre restano provvisorie. La raccolta è ancora in corso e non è chiusa, ha precisato a CNBC una persona a conoscenza diretta dell'operazione, secondo cui gli importi possono cambiare. Il Financial Times, che per primo ha riferito del taglio di dieci miliardi, ha indicato che la società aveva fissato a venerdì la scadenza per l'impegno degli investitori, alcuni dei quali hanno ridotto le quote loro assegnate.

Il contesto è quello di una settimana in cui gli investitori hanno iniziato a chiedersi se le spese delle grandi aziende tecnologiche in intelligenza artificiale garantiranno rendimenti adeguati. I titoli legati all'AI sono arretrati: Intel ha perso il 25% dopo indicazioni deludenti sui ricavi, Micron il 5,5%, Nvidia il 4%. Microsoft, Google e Amazon hanno comunicato dati o previsioni di spesa in conto capitale inferiori alle stime degli analisti. Alphabet ha registrato giovedì la peggior giornata di borsa della sua storia, dopo ricavi da ricerca inferiori alle attese: Philipp Schindler, chief business officer, ha ricondotto l'effetto in parte a una minore monetizzazione all'interno della modalità AI della ricerca. Secondo AI Times, il 30 ottobre il Nasdaq 100 ha perso il 3,5%.

Gli impegni raccolti finora sarebbero pari a circa 11 miliardi di dollari, secondo il Wall Street Journal citato da AI Times: meno della metà del vecchio obiettivo. A guidare il round sono investitori degli Emirati arabi uniti, con il fondo statale MGX indicato come investitore chiave, affiancati da Coatue; sarebbero coinvolti anche Founders Fund, Sequoia, Andreessen Horowitz e SoftBank. Sono inoltre in corso trattative per assicurarsi capacità di calcolo nel Paese. La valutazione di 1.250 miliardi resta circa il 47% sopra gli 852 miliardi indicati come valore corrente dell'azienda.

Nei prossimi passaggi OpenAI conta di rivolgersi a family office e patrimoni privati, oltre a un'offerta riservata agli investitori individuali, per completare la raccolta. Sullo sfondo pesa la quotazione della rivale Anthropic, attesa a metà novembre secondo Handelsblatt: AI Times riferisce che tra primo e secondo trimestre Anthropic ha più che raddoppiato i ricavi a 11,6 miliardi, contro i 6,7 miliardi di OpenAI, cresciuti di circa il 18%, con un margine operativo leggermente positivo per la prima e perdite operative in aumento per la seconda. Il traguardo da osservare è la chiusura del round, che OpenAI vorrebbe completare prima dell'IPO della rivale.

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