TECNOLOGIA
Negli Stati Uniti 40 referendum su 41 bocciano i nuovi centri dati per l'intelligenza artificiale
Alle midterm americane quasi tutte le proposte locali sui data center sono state respinte e i democratici favorevoli a moratorie hanno vinto in Ohio, Texas e Georgia, aprendo un nuovo fronte per l'industria dell'IA.

Le elezioni di medio mandato negli Stati Uniti hanno bocciato quasi tutte le consultazioni locali sulla costruzione di centri dati: stando ai conteggi riportati dalle testate, 40 delle 41 votazioni tenutesi in dieci Stati sono state respinte, con la sola eccezione di Harwood, in Dakota del Nord, dove gli elettori hanno deciso di non rivedere i requisiti per i progetti industriali. La questione riguarda direttamente l'intelligenza artificiale, perché sono i centri dati a ospitare i server necessari all'addestramento e al funzionamento dei modelli generativi: il voto condiziona quindi la possibilità materiale di espandere l'infrastruttura su cui il settore si regge.
Il segnale si è esteso alle cariche elettive. Secondo The Intercept, i neoeletti governatori democratici di Georgia, Ohio e Texas hanno promesso moratorie sulle nuove costruzioni e hanno assunto posizioni più restrittive dei rivali repubblicani uscenti; candidati critici verso i promotori dei centri dati avrebbero vinto anche in distretti chiave di Ohio e South Carolina. In Ohio, dove si è concentrata circa la metà delle proposte bocciate — 21 progetti secondo El País — la nuova governatrice Amy Acton, medico, ha battuto l'imprenditore repubblicano Vivek Ramaswamy e subordina una moratoria all'impegno delle imprese a coprire l'intero costo dei servizi pubblici e a consentire la sindacalizzazione dei lavoratori assunti per i cantieri. Il senatore eletto Sherrod Brown ha dichiarato di non lavorare «per i centri dati» né «per Wall Street». Le obiezioni elencate da El País riguardano i costi energetici scaricati sulle comunità, il consumo d'acqua in zone di scarsità e l'opacità di permessi e sgravi fiscali; per Shobita Parthasarathy, docente di public policy all'Università del Michigan, «ciò che è buono per l'industria dell'IA chiaramente non è buono per l'elettore medio».
L'industria prende atto. Alla conferenza tecnologica del Wall Street Journal di mercoledì, la presidente di Meta Dina Powell McCormick ha ammesso, secondo Olhar Digital, che costruire nuovi centri dati negli Stati Uniti sarà più difficile dopo il voto: i progetti dovranno affrontare verifiche più rigorose e negoziati più duri con autorità e comunità locali, mentre l'ampliamento di impianti già esistenti incontrerebbe meno resistenza. La società prevede fino a 145 miliardi di dollari di spese in conto capitale nel 2026 e ha in corso i siti Hyperion in Louisiana, Prometheus in Ohio e un terzo impianto in Texas sviluppato con BlackRock, oltre a un aumento di capitale fino a 97,5 miliardi di dollari. Sempre secondo Powell McCormick, i grandi operatori valutano costruzioni in altri Paesi per diversificare gli investimenti. In Ohio OpenAI ha progettato il più grande campus di centri dati per l'IA al mondo, finanziato da un gruppo di banche d'investimento e da Nvidia, con una spesa che secondo CNBC potrebbe superare i 500 miliardi di dollari a lavori conclusi; El País riferisce inoltre che le azioni del settore tecnologico hanno subito forti ribassi giovedì.
Sul piano del finanziamento politico, The Intercept riferisce che Elon Musk ha speso quasi 450 milioni di dollari prima del voto, di cui oltre 200 milioni in Texas, mentre El País parla di 474 milioni destinati ai candidati conservatori texani. Un'analisi della stessa testata rileva che i super PAC dell'IA hanno drasticamente ridotto la spesa nelle elezioni congressuali rispetto alle primarie, destinando solo il 5% delle erogazioni dirette ai collegi contesi, dopo aver concentrato i mezzi su un primary a New York dove avrebbero contribuito a sconfiggere il critico dell'IA Alex Bores. Un sondaggio NBC del giorno del voto indica che circa tre quarti degli elettori si opponevano agli impianti nella propria comunità e che oltre la metà considerava IA e centri dati un fattore decisivo, con una divisione quasi paritaria su quale partito li avrebbe gestiti meglio. Per Mitch Jones di Food & Water Action, «quando un tema è sentito profondamente e ampiamente dagli americani, nessuna somma di denaro può cambiare le loro idee». Le moratorie annunciate non sono ancora atti: secondo Powell McCormick, un governatore eletto che aveva contrastato i centri dati in campagna ha poi chiesto di incontrare l'azienda per non perdere investimenti e posti di lavoro.
Sources
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