ECONOMIA E MERCATI
Dopo il voto americano, il crollo dei titoli dell'IA travolge Asia ed Europa
Pesano la vittoria democratica e i timori sul rallentamento dei data center, insieme ai dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni: il Nasdaq 100 perde il 6,4%, Tokyo e Seul chiudono in forte calo.

La vittoria democratica alle elezioni di midterm americane ha innescato una delle più pesanti ondate di vendite sui titoli legati all'intelligenza artificiale: il Nasdaq 100 ha chiuso in calo del 6,4% secondo l'Independent, con circa tremila miliardi di dollari di valore cancellati dai mercati azionari statunitensi (NBC News indica un -6,3%). Il colpo ha centrato proprio il comparto che per mesi aveva trainato gli indici — produttori di chip, operatori di data center, infrastrutture per il calcolo — e rimette in discussione le valutazioni delle grandi scommesse del settore, a partire dal previsto sbarco in Borsa di Anthropic, che secondo La Vanguardia puntava a 1.500 miliardi di dollari.
Le cause sono due e i resoconti le tengono distinte. Pesano i timori che la nuova maggioranza democratica introduca regole più severe e limiti ai data center: secondo La Vanguardia, candidati democratici hanno promesso in campagna di rallentarne la costruzione e il senatore Bernie Sanders ha invocato una moratoria, mentre NBC News cita l'elezione di esponenti contrari a queste infrastrutture, tra cui la governatrice eletta in Texas Gina Hinojosa; sempre La Vanguardia riferisce, su dati Cleanview, che circa il 40% della capacità non ancora dispiegata negli Stati Uniti ricade in Stati i cui nuovi governatori hanno promesso di sospenderla. Accanto a questo, l'Independent richiama i timori per una possibile «bolla» dell'IA e il Guardian cita Susannah Streeter di Wealth Club: il rallentamento dei data center rischia di spezzare la spesa che alimenta il boom, proprio mentre gli investitori dubitano dei rendimenti di quegli investimenti.
La propagazione ha seguito la mappa della dipendenza dal ciclo di spesa americano nell'IA. A Tokyo il Nikkei ha perso circa il 6%, scendendo sotto quota 60.000 per la prima volta da maggio (Independent) e chiudendo la peggiore settimana dal 2020 (NBC News). In Corea del Sud il Kospi ha perso oltre l'8% in avvio, con una sospensione temporanea delle contrattazioni (NBC News); secondo El Correo il circuit breaker è durato venti minuti e la chiusura è stata a -6%, mentre Lenta.ru riporta un -9%. A Taiwan il TAIEX ha ceduto il 9% per NBC News e il 4,5% per La Vanguardia, con il regolatore che valuta misure per calmierare il mercato. In Europa l'apertura è stata negativa ovunque: secondo l'Independent il FTSE 100 ha perso l'1,6%, il Dax l'1,5% e il Cac 40 l'1,2%; a Milano, secondo Mediaset, il listino ha ceduto l'1,68% in avvio per poi ridurre le perdite intorno all'1%, e l'Ibex spagnolo ha perso l'1% (La Vanguardia).
Alcuni elementi indicano che si tratta, per ora, di una correzione dentro una tendenza positiva: il Guardian ricorda che il Nasdaq Composite resta a +4,6% da inizio anno e il FTSE 100 a +6,9%. Le scadenze da osservare sono però concrete: tempi e valutazione della quotazione di Anthropic, su cui La Vanguardia riporta l'ipotesi di un rinvio secondo Reuters, e le misure allo studio del regolatore taiwanese. Sul piano politico, Donald Trump ha definito il crollo, in un post su Truth Social, «una delle peggiori giornate della storia» dei mercati, attribuendone la responsabilità ai democratici.
Sources
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