ECONOMIA E MERCATI
Robotica industriale, Pechino boccia l'intesa tra SoftBank e ABB
Il governo cinese non autorizza il passaggio della divisione robotica di ABB al fondo giapponese, che nell'ottobre 2025 l'aveva valutata 5,375 miliardi di dollari: al centro i dati raccolti negli stabilimenti cinesi.

Il governo cinese ha comunicato a SoftBank che l'acquisizione della divisione robotica di ABB in Cina non sarà autorizzata. La decisione colpisce un'operazione che il fondo giapponese aveva presentato come tassello della propria strategia nell'intelligenza artificiale, e tocca un punto sensibile del settore: i robot industriali raccolgono dati sui processi di lavorazione e sulla produzione, materiale che può essere impiegato per addestrare modelli di AI. SoftBank, del resto, è uno dei principali investitori di OpenAI.
Secondo quanto riportato da AI Times, che cita Reuters e Wall Street Journal, l'organismo di revisione per la sicurezza degli investimenti esteri, incardinato nella Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC), ha informato ABB di non voler consentire l'acquisizione della controllata cinese del settore robotico. SoftBank ha dichiarato di aver ricevuto la notifica mercoledì; ABB ha confermato giovedì di essere stata informata dal fondo. L'accordo, annunciato nell'ottobre 2025 per un valore d'impresa di 5,375 miliardi di dollari, rischia ora di saltare. Secondo la ricostruzione giornalistica, Pechino teme che dati e tecnologie raccolti negli stabilimenti cinesi possano essere trasferiti all'estero; il legame tra SoftBank e OpenAI alimenta il sospetto che quel patrimonio informativo possa servire allo sviluppo di modelli occidentali.
Il peso industriale della posta in gioco è rilevante. Shanghai ospita la sede globale della divisione robotica e un polo di ricerca, sviluppo e produzione, mentre il gruppo ha attività in circa 130 città cinesi. ABB Robotics conta circa 7.000 dipendenti e nel 2024 ha registrato ricavi per 2,3 miliardi di dollari, pari a circa il 7% del fatturato complessivo del gruppo svizzero. Le due fonti misurano la posizione del mercato cinese su piani distinti: per la divisione robotica si tratta del primo mercato, con circa il 30% dei ricavi; ABB Group indica la Cina come proprio secondo mercato nel complesso, con oltre il 90% delle vendite locali coperto da prodotti e servizi realizzati nel Paese.
Il blocco frena i piani di espansione di SoftBank nella robotica: il presidente Masayoshi Son ha indicato i robot come settore chiave della strategia di investimento in AI, con l'obiettivo di estendere l'AI fisica a manifattura e logistica, e sarebbe stata allo studio anche la creazione di una società separata da quotare. Non è il primo intervento di Pechino su un'operazione legata all'intelligenza artificiale: in aprile aveva vietato a Meta l'acquisizione della startup Manus.
SoftBank e ABB proseguono il confronto con le autorità cinesi e l'esito resta incerto. Il prossimo passaggio da osservare è l'esito di questo negoziato, che si colloca nel quadro della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina e delle tensioni diplomatiche tra Pechino e Tokyo.
Sources
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