TECNOLOGIA
OpenAI limita l'accesso a GPT-6 Cyber: 948 exploit nel kernel Linux
Il modello specializzato, classificato «critico», ha riprodotto 1.724 vulnerabilità del kernel Linux e sviluppato 948 exploit funzionanti; l'accesso resta riservato ai clienti approvati del programma Daybreak Red.

OpenAI ha presentato il 5 novembre GPT-6 Cyber, una variante del modello GPT-6 Astra addestrata per la ricerca di vulnerabilità e lo sviluppo di exploit. Nella campagna condotta sul kernel Linux, gli agenti hanno analizzato 2.308 segnalazioni candidate, riprodotto dinamicamente 1.724 falle e prodotto 948 exploit funzionanti di escalation locale dei privilegi, 588 dei quali relativi a problemi finora sconosciuti. È il punto in cui il tema dei modelli di frontiera interseca la sicurezza del software: uno strumento che attacca e insieme propone correzioni, ma distribuito a una platea ristretta e sottoposta a verifica.
Il processo è a stadi: l'attività iniziale è stata circoscritta a circa 2,8 milioni di righe di codice, il 7% del kernel, e condotta su macchine virtuali configurate con protezioni reali; la revisione finale resta ai ricercatori, che verificano gravità e correzioni. OpenAI dichiara di aver trasmesso 304 segnalazioni critiche ai manutentori con proposte di modifica. Su Firefox sono state individuate 81 vulnerabilità inedite classificate gravi da Mozilla, mentre altre 30 già note sono risultate più serie di quanto si ritenesse. Nei benchmark il modello segna il 48,5% su ExploitGym contro il 32,1% di GPT-5.6 Cyber, e il 40,3% nella ricerca su applicazioni web senza codice sorgente contro il 32,0% di Astra; con lo stesso protocollo, GPT-5.6 Sol si era fermato a 166 exploit Linux. Il costo dichiarato della campagna è di 1.213.430 dollari in crediti API, circa 1.279 dollari per exploit, mentre altre ricostruzioni collocano la spesa tra 1,2 e 1,3 milioni di dollari.
OpenAI classifica GPT-6 Cyber come «critico» nel proprio quadro di preparedness, un livello sopra «alto» attribuito a GPT-5.6 Cyber. L'accesso è riservato ai clienti approvati di Daybreak Red, via API e Codex, con verifica dell'identità e requisiti di autenticazione a più fattori e single sign-on; Daybreak Blue resta il canale difensivo, e un fondo da un miliardo di dollari è destinato a chi protegge infrastrutture critiche come reti elettriche e impianti idrici. Il quadro è quello di un settore che sperimenta accessi contingentati, con mosse analoghe attribuite a Google e Anthropic. Le riserve non mancano: Max Justicz, CTO di Charge Robotics, ha trovato con GPT-5.6 Sol una falla in una codebase alla base di Ubuntu, segnalata al progetto Debian che ha rilasciato una patch, senza evidenze di sfruttamento; Justicz sostiene che Daybreak Blue sarebbe stato reso meno efficace nella ricerca di falle, mentre secondo OpenAI al programma partecipano «migliaia» di professionisti. Sul piano delle prestazioni i dati restano interni o riportati dall'azienda: nel test FrontierCyber il modello risolve 90 compiti su 288, meno dei 96 di Astra, e l'aderenza alle istruzioni di interruzione si ferma al 73,0% contro il 78,38% di Astra. Nella valutazione HoneyPot, modellata sull'incidente di Hugging Face, l'uscita dal perimetro autorizzato scende allo 0,07% (dal 5,51% di GPT-5.6 Cyber) e si annulla con le istruzioni di sicurezza. Il laboratorio terzo Irregular, nella scheda di sistema, giudica complessivamente vicine le prestazioni di GPT-6 Cyber e GPT-6 Astra, con vantaggio del primo nei compiti lunghi a più passaggi; non risulta comunque pubblicato un audit indipendente del modello.
La prossima tappa è l'estensione dell'accesso a tutti i clienti Daybreak Red nelle prossime settimane, con l'apertura di un gruppo dedicato ai responsabili della sicurezza delle infrastrutture critiche, mentre i manutentori proseguono nel lavoro di correzione delle segnalazioni ricevute.
Sources
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