TECNOLOGIA
Microsoft rivede le forniture di calcolo AI: in calo la capacità affittata da Oracle
Secondo Bloomberg, il gruppo non rinnoverà l'intesa con Oracle mentre stringe il controllo sui progetti dei fornitori «neocloud»; Oracle assicura che la domanda di infrastruttura AI resta forte.

Microsoft ha avviato la progressiva dismissione della capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale che affitta da Oracle: è quanto Bloomberg ha riferito venerdì citando fonti informate, secondo la ricostruzione di Handelsblatt. L'operazione rientra in una revisione più ampia delle partnership cloud da miliardi di dollari e investe la filiera di chip e potenza di calcolo su cui si regge lo sviluppo dei modelli di AI. Secondo Liberty Times, Microsoft ha cominciato a sospendere l'uso delle risorse noleggiate negli ultimi mesi, dopo aver deciso di non rinnovare l'intesa, perché la capacità originariamente affittata rispondeva sempre meno alle esigenze mutate e vedeva quindi ridursi il proprio valore d'uso.
Le posizioni delle parti sono ricostruite solo in parte. Un portavoce di Oracle ha dichiarato a Reuters, come riporta Handelsblatt, che la domanda per l'infrastruttura AI dell'azienda resta forte, anche per quanto riguarda le generazioni precedenti di processori grafici. Su Microsoft le due testate convergono: il gruppo software statunitense non ha fornito alcun commento. Divergono invece sulla reazione di Oracle, perché Liberty Times scrive che né Microsoft né Oracle avevano replicato alla richiesta di commento di Reuters, mentre Handelsblatt pubblica la dichiarazione del portavoce Oracle.
Sul piano delle conseguenze operative, Iren ha fatto sapere giovedì di aver rinviato alcune forniture di infrastruttura dopo che Microsoft ha chiesto modifiche al progetto di rete. Secondo Bloomberg, come riportato da Handelsblatt, il gruppo sta inoltre rafforzando il controllo su alcuni progetti di data center gestiti da fornitori «neocloud» come Iren, Nebius e Nscale, tra ritardi e costi in aumento. Nella lettura dello stesso Handelsblatt, che si basa sul rapporto Bloomberg, il caso Oracle è un ulteriore segnale del fatto che Microsoft sta ripensando l'approvvigionamento di capacità di calcolo per ottenere un rendimento maggiore dai propri massicci investimenti nell'AI; Liberty Times non riporta questa motivazione.
Lo stato del dossier resta quello di un'indiscrezione: non risultano conferme ufficiali della fine del contratto né indicazioni su quando la dismissione sarà completata, e la portata complessiva dell'intesa non è quantificata. L'unica presa di posizione pubblica è quella del portavoce di Oracle riportata da Handelsblatt.
Sources
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