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L'AI costa più di quanto le big tech incassano: 557 miliardi di investimenti

Nei primi nove mesi del 2026 cinque colossi statunitensi hanno speso per le infrastrutture dell'intelligenza artificiale più del flusso di cassa operativo: è il primo disavanzo aggregato della serie iniziata nel 2011.

1 Nov, 09:39 · 2 sources · 3 min

L'AI costa più di quanto le big tech incassano: 557 miliardi di investimenti

Per la prima volta dall'inizio della serie statistica, nel 2011, i grandi gruppi tecnologici statunitensi spendono per l'intelligenza artificiale più di quanto incassino. Nei primi nove mesi del 2026 Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Oracle hanno investito complessivamente più denaro di quanto abbiano generato dalla gestione operativa, secondo l'analisi dei dati societari ripresa da Globes. È la traduzione contabile di una scommessa che riguarda direttamente la costruzione delle infrastrutture per l'AI — data center, server e capacità di calcolo — e che comincia a erodere la cassa su cui quella stessa espansione doveva reggersi.

I numeri chiariscono la scala del fenomeno. Le cinque società hanno prodotto nei nove mesi un flusso di cassa operativo di 542,9 miliardi di dollari, in crescita del 29% sull'anno precedente, mentre gli investimenti in capitale sono quasi raddoppiati a 556,9 miliardi: il saldo è così passato da un surplus di cassa libera di 143,5 miliardi a un disavanzo cumulato di 14 miliardi. Cambia anche il trattamento riservato agli azionisti: la quota di flusso operativo restituita tramite dividendi e riacquisti è scesa dal 27,4% al 9,3%, il livello più basso in quindici anni, con i riacquisti di azioni proprie in calo dell'83%; Meta e Alphabet non ne hanno effettuati nei nove mesi.

Sul piano dei singoli bilanci, Meta ha chiuso con una cassa libera negativa per 2,12 miliardi e Alphabet per 9,07 miliardi, mentre Amazon ha registrato un flusso negativo di 42,4 miliardi nei dodici mesi chiusi a settembre, contro i 14,8 miliardi positivi di un anno prima. Microsoft, nel trimestre, ha mantenuto un flusso positivo di 18,63 miliardi, in calo del 27% per il secondo periodo consecutivo: tra le quattro hyperscaler confrontate sui risultati è l'unica rimasta positiva. Amazon ha visto crescere i ricavi cloud del 39% nel terzo trimestre, ma le vendite online hanno segnato un +2% contro il +10% di un anno prima; Alphabet ha registrato il terzo trimestre consecutivo di rallentamento della crescita della ricerca, con ricavi YouTube sotto le attese, e Meta ha perso il 7% in Borsa nonostante il superamento delle stime sui ricavi.

La fase successiva passa dal finanziamento esterno. S&P Global Ratings ha portato l'outlook di Meta da stabile a negativo, confermando il rating AA-, prevedendo un disavanzo di cassa libera di 71 miliardi nel 2027 e stimando che la società finanzierà interamente con debito quello del 2028; Meta contesta tale valutazione. L'azienda ha annunciato una raccolta fino a 97,5 miliardi, secondo Globes — CNBC indica 95 miliardi — cui partecipano Nvidia e AMD con 3 e 1 miliardo. Microsoft ha collocato obbligazioni per 25 miliardi, con richieste per circa 115 miliardi secondo Bloomberg, a un differenziale di 1,05 punti sul titolo al 2066 contro gli 1,33 di un'obbligazione Alphabet a 40 anni.

Il costo non si esaurisce nell'uscita di cassa: la quota di ammortamento su server e rete di Meta è salita da 9,34 a 14,34 miliardi nei nove mesi, con 89,5 miliardi di cespiti in costruzione non ancora in uso. Venerdì il Nasdaq ha perso il 2,86% e l'S&P 500 l'1,82%; tra le circa 60% delle società dell'indice che avevano già pubblicato i conti, l'82% ha battuto le stime, con una crescita aggregata degli utili del 30,2%. Il prossimo passaggio da osservare è l'esecuzione del collocamento annunciato da Meta.

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